La pietra di settembre: lo zaffiro
11/09/2017 | Gioielli
La pietra della fede, antico rimedio contro l’asma e la balbuzie.
Blu come il mare che in molti, al rientro dalle vacanze, ricordano con un pizzico di malinconia. Eppure, grazie allo zaffiro, in ogni giorno della nostra vita possiamo indossare un po’ della sua acqua sulla pelle.

Lo zaffiro è la pietra associata al mese di settembre. Da grande classico quale è, questa gemma racchiude passato e futuro, tradizione e modernità. Insieme al diamante, allo smeraldo e al rubino, appartiene ai “grandi quattro”, ovvero alle pietre più preziose e ricercate di sempre. Ma è col rubino che lo zaffiro ha più cose in comune: non tutti sanno che entrambi sono minerali corindoni: tutti i corindoni che non sono di colore rosso, infatti, sono classificati come zaffiri.

Lo zaffiro è sicuramente una pietra eclettica, con la quale i designer si sbizzarriscono da sempre. Più nota nel colore blu, in realtà è disponibile in tutti i toni dell'arcobaleno. I cromatismi cambiano anche a seconda del taglio, cosa che rende una sfida il lavoro di chi crea gioielli sempre unici. Il colore blu rimane uno dei più apprezzati. Non a caso il nome stesso deriva dall'ebraico "Sappir", che indicava proprio le gemme di colore blu.

A livello di provenienza, gli zaffiri più belli sono quelli del Kashmir, di un blu definito "vellutato". Splendidi sono anche quelli della Birmania, di un blu indaco, o quelli dello Sri Lanka, noti per il famoso blu fiordaliso, molto intenso. Gli zaffiri dello Sri Lanka sono detti anche “zaffiri di Ceylon", l'antico nome del Paese.

Lo zaffiro è una pietra considerata magica, perché usata dai maghi per sentire voci e fare esperimenti di chiromanzia. E’ anche un portafortuna: un testo del XVI secolo recita che chi indossa uno zaffiro riesce in tutte le attività che intraprende.

E’ anche la pietra tradizionalmente legata alla fede e alla pace dell’anima: la sua vibrazione lenta ricorderebbe la presenza del divino, deviando gli aspetti superficiali della vita a favore di pensieri profondi, sviluppando le facoltà extrasensoriali. Si dice sia un toccasana per gli asmatici e per i balbuzienti: i primi lo devono indossare sul cuore, i secondi al collo.
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